
Come si diffonde, dove si trova, cosa manca ancora
La yerba mate è presente in Italia principalmente attraverso tre canali: le comunità di immigrati sudamericani che la importano per uso personale, i negozi specializzati in prodotti latinoamericani nelle grandi città, e un numero crescente di appassionati italiani che l’hanno scoperta attraverso viaggi, social o la ricerca di alternative al caffè. Non è ancora un fenomeno di massa. È qualcosa che si trova chi la cerca — e questa è sia la sua debolezza di mercato che la sua forza culturale.
Chi ha portato il mate in Italia
La prima ondata è arrivata con le persone.
Le comunità argentine, uruguaiane e paraguaiane presenti in Italia — concentrate soprattutto a Milano, Roma, Torino e Bologna — hanno portato il mate come si porta qualsiasi cosa che non si riesce a lasciare: nello zaino. Poi nella valigia. Poi nel negozio sotto casa aperto con i risparmi di tre anni.
Questi negozi esistono ancora. Vendono yerba, porongos, bombillas. A volte un reparto piccolo, quasi nascosto. A volte l’intera ragione di esistere del locale.
Lì il mate non è un prodotto esotico. È un prodotto normale, per persone normali che hanno nostalgia di casa.
La seconda ondata: gli italiani curiosi
Poi è arrivata la seconda ondata. Più lenta, più discreta.
Italiani che sono stati in Argentina o Uruguay, che hanno vissuto lì per studio o lavoro, che hanno avuto partner o amici sudamericani. Persone che hanno incontrato il mate come si incontrano le cose importanti: per caso, in un momento in cui si era disposti a ricevere.
Sono tornati con i porongos nello zaino. Hanno iniziato a preparare il mate in casa. Hanno cercato dove comprare la yerba in Italia. E lì hanno trovato il primo ostacolo: non era facile.
Dove si compra la yerba mate in Italia
La situazione è migliorata negli ultimi anni, ma resta frammentata.
Negozi fisici: presenti principalmente nelle città con comunità latinoamericane consolidate. Milano, Roma, Torino sono le più fornite. Fuori dai grandi centri urbani, trovare yerba mate è difficile.
Online: il canale dove la yerba è più accessibile. Amazon, siti specializzati in prodotti sudamericani, qualche erboristeria online che l’ha inserita nel catalogo. I brand più distribuiti in Italia includono Taragüi, Cruz de Malta, CBSé, Rosamonte — tutte yerbe argentine.
Erboristerie e negozi bio: copertura irregolare. Alcune la tengono come prodotto di nicchia accanto ad altre tisane. Spesso manca la yerba tradicional con palo (con i rametti), vendendo solo la versione più processata e meno autentica.
Supermercati: ancora quasi assenti. Qualche catena specializzata in prodotti etnici ha iniziato a inserirla. Non è la norma.
Il mate nella cultura del benessere italiano
Negli ultimi anni, la yerba mate è entrata anche in un altro circuito: quello del wellness.
Energy drink a base di mate. Integratori. Capsule per le macchine da caffè. Prodotti che usano il nome e la pianta, ma non il rito.
Questo ha un lato positivo: aumenta la consapevolezza che la yerba mate esiste. E un lato critico: riduce qualcosa di complesso a una funzione (caffeina, antiossidanti, energia) eliminando tutto il contesto che lo rende interessante.
È la stessa cosa successa con la meditazione, con lo yoga, con il tè matcha. Il mercato prende la forma, lascia il senso fuori dalla porta.
¡Quiero un mate! esiste per tenere aperta quella porta.
Cosa manca ancora
Essere onesti serve.
In Italia manca ancora una comunità di appassionati strutturata e visibile. Mancano eventi dedicati. Mancano locali dove bere il mate come si bevono il caffè o il tè — in un contesto pubblico, condiviso, accessibile. Manca distribuzione capillare della yerba di qualità.
C’è interesse. Ci sono persone. Ma non c’è ancora un luogo — fisico o digitale — che aggreghi, formi, racconte.
Questo sito è uno di quei tentativi.
Approfondisci: Storia del mate: le origini Guaraní → | Tipi di yerba mate: come scegliere quella giusta →
Fonte esterna: Ilex paraguariensis — EFSA, valutazione scientifica | Comunità latinoamericane in Italia — ISTAT
FAQ — Yerba mate in Italia
Sì, ma con distribuzione irregolare. Le città più grandi — Milano, Roma, Torino — hanno negozi latinoamericani e negozi bio che la vendono. Online è più facile trovarla. Nei piccoli centri è ancora difficile.
Le marche più diffuse sono argentine: Taragüi, Cruz de Malta, Rosamonte, CBSé. Più raro trovare yerbas uruguaiane o brasiliane in negozi fisici italiani, anche se disponibili online.
Sì, completamente. La yerba mate (Ilex paraguariensis) è un alimento riconosciuto e commerciabile nell’Unione Europea. Non ci sono restrizioni sul suo consumo o acquisto.
Esiste, ma è dispersa. Non ci sono ancora associazioni formali o eventi regolari dedicati. La comunità si trova principalmente online — gruppi social, blog, account Instagram — e nelle città con presenza sudamericana.
Per uso personale, è possibile importare yerba mate nei limiti delle norme doganali europee. Quantità commerciali richiedono documentazione. Il modo più pratico rimane l’acquisto da rivenditori europei già autorizzati.
Sai dove siamo. Ora scopri il gesto che tutto cambia.
→ Il gesto del mate: come si prepara, cosa non fare, come entrare nel rito